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La Ferrari g.b.w. nasce
nel 1927 fondata da Brunone Ferrari che, assieme ad un
socio, da inizio ad una attività di carpenteria
e carrozzeria nel comune di Carpi.
1940: L’azienda cambia sede trasferendosi
da Carpi a Reggio Emilia, continua la propria specializzazione
nella produzione di carrozzerie per trattori; in questo
periodo l’azienda inizia la produzione di “Gasogeni”,
apparecchiature che venivano istallate sulle automobili
e le alimentavano a gas naturale in mancanza dei combustibili
tradizionali.
1946: in questo periodo
inizia la produzione e la commercializzazione di
un prodotto proprio: un trattore
per uso agricolo su meccanica di recupero, ovvero
sfruttando le parti meccaniche dei veicoli militari
americani lasciati in Italia dopo la guerra.
L’azienda, in questi anni, produce anche prodotti
per carrozzeria, come i particolari martelli, molto
apprezzati dal famoso carrozziere Scaglietti di
Modena e le macchine curvatubi, successivamente
brevettate dall’azienda.
1953: La Ferrari g.b.w.
conta 10 dipendenti, e acquista per la somma di
3 milioni di lire, la prima macchina utensile, un'
alesatrice; acquisto reso necessario in seguito
alla decisione di produrre trattori non più
su meccanica di recupero ma su meccanica propria.
L’azienda inizia in questo anno ad effettuare
lavoro conto terzi allo scopo di saturare ed ammortizzare
più rapidamente la nuova macchina utensile.
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1960: La crescita degli ultimi anni ha portato il
numero di dipendenti a 15, ed inizia la produzione
di un nuovo modello di trattore cingolato.
1964: Appena diplomato, entra in azienda Gianni
Ferrari, attuale Direttore Generale, e
con lui una ventata di cambiamento che porta in breve
tempo l’azienda ad abbandonare la produzione di
trattori per dare spazio alla produzione conto terzi che
da qui a pochi anni vedrà il proprio bacino di
utenza allargarsi dalla provincia di Reggio Emilia in
tutto il nord Italia.
1968: E’ il turno
del figlio minore di Brunone Ferrari, William, attuale
Direttore Tecnico dell’azienda; sono anni
di grande cambiamento, l’azienda si trasferisce
nella attuale sede ubicata nella zona industriale
di Pieve Modolena a Reggio Emilia, cambiano radicalmente
i contenuti tecnologici in materia di utensileria
e ci si prepara ad una svolta nella storia della
Ferrari g.b.w.
1974: L’azienda acquista la prima
macchina utensile a controllo numerico computerizzato
(CNC) , è una Mandelli ”Positiv”
il parco clienti dell’ azienda cresce come
numero e l’azienda conquista il mercato delle
lavorazioni di parti di macchine automatiche.
1980: Questo anno è segnato dalla
scomparsa del fondatore dell’azienda, Brunone
Bruno Ferrari, che lascia l’azienda in mano
ai figli, ormai pienamente svezzati.
1982: Nasce all’ interno della azienda
il reparto “collaudo” in seguito all’
acquisto di una macchina di misura tridimensionale,
una DEA Jota 1203, parallelamente cresce il livello
di servizio, e va via via instaurandosi una filosofia
del lavoro basata sull’attenzione alle esigenze
del cliente e sull’avanguardia tecnologica,
oggi motore di guadagno
della Ferrari g.b.w.
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1983-1993: La Ferrari g.b.w.
conta ora 20 dipendenti, il parco macchine è cresciuto
grazie all’arrivo della seconda macchina a CNC,
il mercato si sposta fuori zona e va via via specializzandosi
nel settore delle lavorazioni di organi di trasmissione
per trattori, veicoli movimento terra, automotive, ecc…
Ancora oggi settore dominante nelle
lavorazioni dell’azienda. Questi anni sono
di forte espansione per l’azienda, il numero
di macchine utensili raggiunge rapidamente le 8
unità, si sviluppano all’interno competenze
e mansioni che consentiranno di guadagnare quote
di mercato nel settore in cui opera.
Nell 1988 arriva in azienda il primo sistema CAD-CAM,
la sua introduzione segna una svolta nelle tecniche
di programmazione della macchine utensili.
1994-2004: Nel 1994 l’azienda, conscia
della necessità di evoluzione tecnologica,
inizia un processo di rinnovamento dei macchinari;
acquista in quell’anno la prima cella FMS
composta da due macchine a CNC del tipo MCM Action
in configurazione mirror, in grado cioè di
condividere magazzino utensili e lavorazioni;
parallelamente anche i reparti di servizio ricevono
un grosso impulso, dovuto al nuovo modo di operare
volto alla flessibilità e alla necessità
di fare rendere al massimo il nuovo macchinario.
L’impatto sulla azienda è dunque fortissimo
sia da un punto di vista produttivo–operativo
che finanziario.
Negli anni seguenti la produttività della
Ferrari g.b.w. viene raddoppiata
grazie all’investimento fatto.
In questo periodo l’azienda raddoppia la propria
superficie coperta grazie alla costruzione di una
nuova ala di capannone.
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Dall’anno 1997 la Ferrari g.b.w.
è certificata ISO 9002 e proprio in quell’anno
viene consegnata
la seconda cella FMS, un impianto costituito da due macchine
utensili del tipo MCM Clock in configurazione Mirror,
che consente la lavorazione di particolari dimensionalmente
più piccoli a favore di un aumento notevole di
prestazioni di lavorazione; il reparto collaudo cresce
anch’esso, in seguito a un impennata dei volumi
produttivi, introducendo una macchina di misura tridimensionale
a controllo numerico del tipo DEA Ghibli caratterizzata
da precisione millesimale e grandi campi di lavoro.
Il life motive della dirigenza risulta
a tutti chiaro quando, in risposta alla crisi del
settore metalmeccanico italiano del 2001-2002, l’azienda
decide di investire ulteriormente per accrescere
la propria potenzialità produttiva e, nel
lasso di tempo di circa un anno introduce due macchine
utensili gemelle del tipo MCM Tank che consentono
all’ azienda di risentire solo marginalmente
del calo del mercato,
ma soprattutto di rispondere prontamente ai primi
cenni di ripresa offrendo al mercato stesso un servizio
di spicco in termini di qualità e velocità
di risposta.
Oggi la Ferrari GBW è un
azienda all’avanguardia,
leader del settore in cui opera, conta circa
30 dipendenti di cui 8 nei sevizi 20 operatori di
produzione e due soci lavoratori, titolari dell’azienda.
L’azienda è certificata ISO 9002 dal
1997 mentre da circa due anni lo è secondo
le norme
ISO 9001– Vision 2000.
Oggi vengono utilizzale le più moderne tecnologie
e strumenti di lavoro all’avanguardia come
CAD 3D
e Chip magnetici per il trasporto e la lettura dati
degli utensili, sistemi di calettamento termico.
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